Vitamina D: vediamo di cosa si tratta e come può aiutare chi gioca a Basket

Vitamina D: senza dubbio una delle vitamine di cui si è sentito parlare di più negli ultimi anni. È di fondamentale importanza per chi gioca a Basket non andare incontro a carenza di questo microelemento. Scopriamo insieme la Vitamina D. Guarda il video e leggi l'articolo!

More...

Cos'è la Vitamina D e come può essere ottenuta

Per “Vitamina D” s’intende un gruppo di 5 molecole liposolubili pro-ormonali nominate semplicemente Vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. La Vitamina D può essere ottenuta in 3 modi diversi:

1

Attraverso l’esposizione della pelle (anche solo porzioni del corpo) a una sorgente di luce ultravioletta: il sole. È scientificamente provato che basta un’esposizione dai 5 ai 15 minuti al giorno per ottenere la quantità di vitamina D necessaria a soddisfare i bisogni quotidiani dell’organismo. È anche noto che questo è il sistema migliore per produrre vitamina D. È opportuno sottolineare che la copertura della pelle con creme anche a bassa protezione annulla la possibilità  di produrre l’ormone in oggetto. Viene da se che la Vitamina D nel basket potrebbe diventare un fattore limitante durante i mesi invernali nei quali, vista la natura "indoor" della disciplina cestistica, esiste una reale probabilità che questa esposizione non avvenga.

2

Attraverso l’assunzione alimentare. Purtroppo la Vitamina D è scarsamente diffusa negli alimenti . A parte l’olio di fegato di pesce, le fonti principali sono:

  • I pesci che vengono mangiati interi, anche col loro fegato (sardine, acquadelle o latterini).
  • I pesci grassi come il salmone e le arringhe che accumulano un pò di vitamina D nel loro tessuto adiposo.
  • I funghi essiccati al sole sono l’unica fonte vegetale degna d'attenzione.

3

Negli integratori e supplementi alimentari e nei superfood, cioè alimenti fortificati di vitamina D a livello industriale: cereali per la prima colazione, latte, succhi di frutta ecc.

Attenzione al Latte!

Spesso su alcuni siti internet tradotti con non troppa cura il latte viene definito come alimento "ricco di vitamina D". Negli Stati Uniti viene addizionato di routine a livello industriale, lo stesso non accade in Europa.

Cosa devi fare per sapere se ne sei carente

Se stai nel bel mezzo del campionato e ti senti particolarmente affaticato, stanco e, com’è solito dire in gergo cestistico, non stai sulle gambe, tra i controlli che sarebbe opportuno tu facessi c’è anche quello relativo alla quantità di vitamina D che hai a disposizione.

Il dosaggio laboratoristico della vitamina D riguarda due forme metaboliche principali:

  1. 25 idrossi-vitamina D [25 (OH) vitamina D]
  2. 1,25 diidrossi-vitamina D [1,25 (OH)2 vitamina D]

Se uno o entrambe questi valori risulteranno sotto il livello minimo consentito sarà opportuno per te rivolgerti ad uno specialista che riveda le tue abitudini alimentari e ti consigli la migliore soluzione di integrazione.

Il Sole che Ruolo Gioca? Attiva o NON Attiva?

È totalmente errato affermare che la Vitamina D introdotta con la dieta è in forma inattiva che poi viene attivata dal sole. In realtà entrambe le forme, sia quella proveniente dall’esposizione alla luce che quella proveniente dall’assunzione alimentare sono in forma non attiva. Sarà l'organismo a decidere quanta attivarne in funzione delle esigenze del momento. Quindi non è vero che se ne assumiamo un pò di più ne avremo troppa in forma attiva. È altrettanto corretto non arrivare a concentrazioni troppo elevate per evitare sfavorevoli effetti da accumulo. In nutrizione, come nella vita, il troppo non va bene così come non va bene il poco!

A cosa serve la Vitamina D

Veniamo al cuore dell’articolo: a che serve questa tanto preziosa vitamina D, cosa fa?
La vitamina D è una molecola che regola l’espressione di almeno una cinquantina di geni diversi, non solo nell’intestino dove attiva la sintesi delle proteine che servono per assorbire il calcio, ma anche regolando la differenziazione cellulare in molti tessuti (per questo ha un’importantissima attività antitumorale). Inoltre regola il sistema immunitario , aumenta i livelli di serotonina e ha funzione antipertensiva.

È totalmente errato affermare che la Vitamina D introdotta con la dieta è in forma inattiva che poi viene attivata dal sole. La Vitamina D viene sempre introdotta in forma non attiva. Sarà l'organismo a decidere quanta attivarne.

Clicca e Tweetta

Perché è così importante?

Che succede se la Vitamina D risulta carente nel tuo organismo?  Soprattutto se devi affrontare allenamenti e partite di basket?
Oltre ad avere più probabilità di imbatterti in fratture data la minor quantità di calcio che potrai assorbire a causa di uno scarso pool di enzimi la cui sintesi (produzione) è regolata dalla vitamina D, ne subirà effetti negativi anche la capacità contrattile del tuo apparato muscolo-scheletrico nonché la tua possibilità di mantenere-aumentare la massa muscolare.

Concludendo

Stando a quanto dice l'Istituto Nazionale della Medicina e della Salute Americano,  in più di uno studio è stato dimostrato che nel Basket i livelli di vitamina D sono decisamente più a rischio rispetto ad altre discipline sportive. Il perché non è ancora noto, ma di fatto è così. Fai i controlli dovuti e contattaci per qualsiasi esigenza.

Condividi questo articolo con i tuoi compagni e lo staff della tua squadra perché conoscere è libertà! 
Qui infondo alla pagina trovi anche il form per lasciare commenti! Sappiamo che non è semplice commentare argomenti di natura scientifica. Ma vogliamo che il tuo commento sia di tutt'altra natura. Vogliamo ascoltare la tua storia e conoscere le tue abitudini per aiutarti a mangiare meglio ed essere un giocatore migliore in campo!

L'Autore

Dott.ssa Federica Sanges Biologa Nutrizionista con oltre 15 anni di esperienza, Ex. Serie A di Basket Femminile. Appassionata di Sport e di Alimentazione.

>
Malcare WordPress Security